Divano killer, 5 mln l’anno i morti di pigrizia

(da  AdnKronos Salute) Pigri da morire. Accade a 5 milioni di persone l’anno nel mondo occidentale, uccise dalla sindrome del ‘divano killer’. A rilanciare l’allarme sedentarietà, un’epidemia che rappresenta la quarta causa di mortalità e disabilità in Occidente, sono gli esperti riuniti a Roma per il Congresso 2016 della Società europea di cardiologia (Esc) dove è stato presentato un algoritmo salvavita: si chiama ‘Pai’ (Personal Activity Index) e averlo alto abbatte di quasi un quarto la probabilità di morire di cuore, rispetto a chi non fa sport. L’idea è quindi quella di inserirlo in un device indossabile durante l’attività fisica, per monitorare l’evolversi del rischio.

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Certificati malattia, sentenza Cassazione declassa parere del medico curante. Dai medici fiscali giudizio negativo

(da Doctor33)   “Il mio giudizio, di medico, sulla sentenza di Cassazione che consente alla testimonianza di un detective di scavalcare il certificato del medico curante è sostanzialmente negativo”. Claudio Palombi, presidente dell’Associazione nazionale medici fiscali-Anmefi, non trova confrontabili le due situazioni, il medico fiscale in particolare indaga il solo ambito medico e nel suo sopralluogo effettua un’istantanea del paziente, mentre il detective attiva un monitoraggio protratto nel tempo.

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Visite fiscali, chiarimenti da ministero del Lavoro su certificati e codici da apporre

(da Doctor33)  Da fine gennaio può accadere che al medico di famiglia il paziente visitato a casa o in studio, in genere per qualcosa di più di un’influenza, chieda di apporre il codice E sul certificato medico di malattia da spedire all’Inps. Quel codice, che va apposto dopo aver esaminato con attenzione la documentazione sanitaria prodotta da specialisti e/o struttura ospedaliera, dice che il paziente deve seguire terapie salvavita. Che però devono essere ancora definite. E pertanto non è assoggettato alle regole sulle visite fiscali degli altri lavoratori assenti per malattia.

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Niente patente per chi soffre di apnee notturne

(da DottNet)  Non potrà  avere la patente nè rinnovarla chi soffre di apnee notturne o disturbi neurologici. E’ quanto prevede il decreto del ministero delle Infrastrutture, che recepisce una direttiva europea dello scorso anno e che obbligherà  coloro che richiederanno il rilascio della patente per la prima volta o quelli che dovranno rinnovarla, a sottoporsi a test medici sulla presenza della sindrome delle apnee ostruttive del sonno, il cui acronimo universalmente utilizzato è Osas.

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Consiglio di Stato annulla multa a Fnomceo su pubblicità medici

(da AdnKronos Salute)  Il Consiglio di Stato, pur non entrando nel merito, ha accolto l’appello della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) contro la maxi multa inflitta dall’Autorita Garante della concorrenza e del mercato nel settembre del 2014, per le norme deontologiche che regolano la pubblicità  informativa dei medici e degli odontoiatri. Secondo la Federazione l’Authority aveva attivato il procedimento dopo il decorso del termine di prescrizione, considerando che gli atti sulle misure regolatorie della pubblicità sanitaria contestate dall’Agcom sono state promulgate dalla Fnomceo in un periodo temporale che precede di oltre un quinquennio l’adozione del provvedimento sanzionatorio. Accogliendo l’appello, il Consiglio di Stato ha di fatto annullato la multa di 831.816 euro comminata alla Federazione.

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730 precompilato, dal Garante privacy i chiarimenti per medici e dentisti

Né i commercialisti né gli sportelli del Fisco potranno vedere i dati sanitari dei cittadini contenuti nelle fatture 2015, dati che medici e dentisti entro il 9 febbraio sono tenuti a spedire al Ministero dell’Economia (Mef) per la pre-compilazione dei modelli 730. Solo i pazienti interessati potranno accedere alle proprie spese sanitarie munendosi di tessera sanitaria o linkandosi al portale Fisconline con credenziali apposite. Così risponde il Garante della Privacy con protocollo 1887 del 26 gennaio 2016 a varie associazioni istituzionali (tra cui psicologi e infermieri, non tenuti a spedire i dati). L’Authority ricorda che l’incombenza spetta a strutture sanitarie accreditate, iscritti all’albo medici-odontoiatri e farmacie. Quindi individua specifiche misure da utilizzare nel trattamento, da divulgare a tutte le parti interessate ed ai cittadini innanzi tutto.

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