Il costo medio di una visita ambulatoriale negli Stati Uniti si avvicina ai 500 dollari!

(da Fimmg.org)   Secondo i risultati di un recente studio dell'Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell'Università di Washington, una visita ambulatoriale negli Stati Uniti costa in media quasi 500 dollari, mentre una degenza ha avuto un costo medio nel 2016 di oltre 22.000 dollari. Entrambi questi importi rilevano che gli Stati Uniti superano ogni altra nazione nei costi totali dell'assistenza sanitaria. Lo studio dell’IHME è parte di un plan più ampio sui finanziamenti riguardanti la copertura sanitaria universale (UHC- universal health coverage) in ogni paese del mondo. “Per raggiungere l'UHC, gli esperti in sanità dei settori governativo, privato e non profit hanno bisogno di espandere i servizi per far fronte alla crescita e all'invecchiamento della popolazione e di estendere la copertura assicurativa", dice Marcia R. Weaver, docente dell’IHME. "Non sorprendentemente, abbiamo riscontrato negli USA, la sovrautilizzazione e la sottoutilizzazione dei servizi nelle strutture ospedaliere e ambulatoriali e soprattutto abbiamo identificato paesi come Olanda, Portogallo e Tailandia che possiedono un giusto equilibrio nell’utilizzo di ospedale e ambulatori territoriali". Tra il 1990 e il 2016, i ricoveri ospedalieri nel mondo sono aumentati di oltre due terzi, mentre le visite ambulatoriali di oltre la metà. In paesi come Cina, Indonesia, Tailandia e Turchia, le politiche che hanno esteso la copertura sanitaria sono state associate a maggiori visite e ricoveri dei pazienti, mentre in alcuni paesi dell'Africa subsahariana, la maggior parte dell'aumento è derivata dalla crescita della popolazione. Lo studio stima che l'UHC, uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (United Nations' Sustainable Development Goals) per il 2030, costerebbe 576 miliardi di dollari e richiederebbe un aumento del 49% dei ricoveri, del 27% delle visite ambulatoriali, ma si consideri che l’estensione della copertura sanitaria potrebbe essere, per molti paesi, fonte di nuovi posti di lavoro.

(Marcia R. Weaver et al. The Lancet Public Health, December 12, 2018)

Fine vita. Cristiani, Ebrei, Musulmani, Induisti e Buddisti firmano il “Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita”

È stato siglato oggi al Complesso Monumentale del Santo Spirito a Roma il primo documento bioetico che getta le fondamenta comuni per il dialogo interreligioso in ambito sanitario. Il gruppo promotore è costituito dall'Asl Roma 1, dal Gmc Università Cattolica del Sacro Cuore e dal Tavolo interreligioso di Roma. Nove i diritti sottoscritti, da quelli religiosi a quelli più intimi per la dignità della persona   Leggi l'articolo completo al LINK      http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=70669&fr=n

Assistenza primaria nelle comorbidità croniche: l’appuntamento che allunga la vita

(da Cardiolink)  Tipicamente, le patologie croniche rendono necessario il ricorso alla polifarmacoterapia, che, a sua volta, implica la necessità di un follow-up periodico del paziente. Alcuni fattori - età, stato socio-economico - sembrano incidere sulla facilità a mancare gli appuntamenti previsti per tale monitoraggio, ma quanto questa discontinuità incide sulla salute del paziente? Gli autori di una recente pubblicazione su 'BMC Medicine' hanno risposto alla domanda utilizzando una vasta coorte retrospettiva scozzese (n = 824.374, pari a circa il 15% della popolazione). I dati esaminati provenivano dall’attività clinica dei medici generici relativa al triennio da settembre 2013 a settembre 2016, combinata al registro nazionale di mortalità entro un periodo di follow-up di 16 mesi. Per ciascun paziente è stata esaminata la compliance alle visite di follow-up, unitamente al numero di patologie croniche concomitanti e ai farmaci prescritti, sulla cui base è stato calcolato il rischio di mortalità connesso agli appuntamenti mancati. I pazienti con un maggior numero di comorbidità croniche mostravano un rischio aumentato di mancata presentazione alle visite mediche, anche controllando per il numero di appuntamenti effettuati. Questi pazienti esibivano un rischio significativamente maggiore di mortalità per tutte le cause in maniera dose-dipendente rispetto al numero di appuntamenti mancati (HR variabile da 1.55, 95% CI 1.47–1.63 di coloro con nessun appuntamento mancato in un anno, a 3.11, 95% CI 2.94–3.30 di coloro che ne avevano mancati almeno 2). I pazienti con problemi mentali cronici ed evidenza di non-compliance alle visite di controllo per più di due occasioni all'anno presentavano un aumento di oltre 8 volte del rischio di mortalità per tutte le cause rispetto a coloro che avevano rispettato gli appuntamenti. Tale studio ha evidenziato come la non-compliance alle visite di follow-up nei pazienti con patologie croniche rappresentano un significativo indicatore di rischio di mortalità per tutte le cause. Ciò rivela la necessità di rafforzare gli strumenti di assistenza primaria, che in ogni Paese rappresenta primo approccio del cittadino al sistema sanitario.

(McQuennie R et al, BMC Medicine 2019 17:2 https://doi.org/10.1186/s12916-018-1234-0)  

Danni da mancata informazione, è onere del paziente formulare correttamente la domanda

(da Doctor33)    Sussiste un danno risarcibile connesso alle conseguenze inaspettate dell'intervento chirurgico, tali proprio perché la condotta dei sanitari non è stata preceduta da una informazione adeguata nei termini evidenziati in premessa. Il paziente, infatti, vanta la legittima pretesa di conoscere con la necessaria e ragionevole precisione le conseguenze dell'intervento medico, onde prepararsi ad affrontarle con maggiore e migliore consapevolezza, atteso che la nostra Costituzione sancisce il rispetto della persona umana in qualsiasi momento della sua vita e nell'integralità della sua essenza psicofisica, in considerazione del fascio di convinzioni morali, religiose, culturali e filosofiche che orientano le sue determinazioni volitive. Il paziente si è limitato a chiedere il risarcimento del danno non patrimoniale da invalidità temporanea assoluta, relativa e permanente, il danno morale e quello alla capacità lavorativa specifica, oltre al danno esistenziale ed alla vita di relazione. (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)

Metà degli italiani in sovrappeso, aumenta l’obesità

(da DottNet)   "Ben il 50% della popolazione adulta è in sovrappeso, addirittura, obesa: il tasso di obesità è dell' 11%, pari in valore assoluto a 5,3 milioni di persone, ed è cresciuto di oltre il 20% in 10 anni: un dato davvero allarmante soprattutto perché l' aumento maggiore riguarda i più i giovani". E' quanto sottolinea il Rapporto ristorazione della Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi, presentato oggi a Roma. Quest' anno il report ha voluto indagare approfonditamente 'I nuovi stili alimentari degli italiani'. "I dati dicono che i cittadini consumano meno pane e meno pasta quindi evidentemente questo sovrappeso deriva dal consumo di carboidrati semplici e non complessi - ha affermato nel suo intervento il ministro della Salute Giulia Grillo intervenuta alla presentazione - Dai dati che abbiamo c' è anche un alto consumo di bevande zuccherate e di zuccheri semplici, ovvero dolciumi. Questi sotto il profilo nutrizionale sono i più dannosi perché c' è un aumento dell' indice glicemico e poi del rischio di diabete di tipo 2. Anche su questo - sostiene Grillo - credo che possa essere importante il ruolo degli esercizi commerciali: riscoprire dessert con vecchie ricette, dolci con poco zucchero o essere innovativi con ingredienti a base di zuccheri a minor velocità di assorbimento glicemico".   

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Sistema tessera sanitaria, il fisco a Fnomceo: i medici non inviano dati. Il punto su numeri e possibili sanzioni

(da Doctor33)   Il 18 gennaio l'Igespes, Ispettorato generale per la spesa sociale della ragioneria dello Stato, ha avvertito la Fnomceo: solo il 15% dei medici e dei dentisti iscritti agli albi ha spedito all'Agenzia delle Entrate i dati dei pazienti attraverso il sistema tessera sanitaria. A tredici giorni dalla scadenza la percentuale doveva suonare irrisoria, e la Federazione ha scritto gli ordini perché sollecitassero gli iscritti. Al sistema Ts vanno inviati online i dati delle fatture per l'attività libero professionale, con gli estremi dei destinatari affinché questi ultimi si ritrovino la detrazione delle spese fatte già nel modello 730 precompilato dal Fisco. Quest'anno tra l'altro per la prima volta in un triennio la scadenza non è slittata alla prima settimana di febbraio. Peraltro, il dato del 15% appare allarmante: su circa 400 mila iscritti Fnomceo un 15% sono odontoiatri, per gran parte liberi professionisti, e gli altri? In realtà, fanno sapere dalla Fnomceo, dopo la comunicazione della Federazione agli Ordini agli Omceo, nel giro di una settimana la percentuale di medici che aveva spedito i dati era risalita al 30%. «Io non so quali dati avesse l'Igespes», premette Guido Marinoni membro del comitato centrale Fnomceo, medico di famiglia ed esperto di temi fiscali.

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