Biotestamento, Consiglio di Stato risponde ai quesiti. Si avvicina l’attuazione

(da Doctor33)  Via libera dal Consiglio di Stato all'attuazione del biotestamento. Palazzo Spada ha depositato le risposte ai quesiti del ministro della Salute sulle Disposizioni anticipate di trattamento, con particolare riferimento alla Banca dati nazionale. «Con il parere reso oggi il Consiglio di Stato» sottolinea un comunicato «contribuisce all'effettiva attuazione del testamento biologico.
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Quando ci decideremo ad abolire il termine “medico di base”?

(da Quotidiano Sanità)  Gentile direttore, la settimana scorsa ho assistito ad alcune sedute di laurea in medicina della mia università durante le quali i laureandi hanno esposto i risultati dei loro lavori. Alcune tesi di laurea facevano riferimento alla medicina generale e ai medici di medicina generale (MMG). Nessuno dei candidati ha inserito nella presentazione la locuzione “medico di base”.   Il motivo è semplice: parlare di “medico di base” in sede universitaria espone il candidato ad una pessima figura con i membri della commissione  perché questa terminologia, così come la classificazione di diabete del bambino e dell’adulto, è desueta e non è consona all’ambiente accademico. Leggi la notizia completa al LINK

http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=64524&fr=n

DDL dignità, tessera sanitaria per slot

(da AdnKronos Salute) - Per giocare alle slot sarà necessario inserire la tessera sanitaria, come già per acquistare le sigarette nei distributori automatici. Nell'ambito del dibattito sul Decreto dignità, le Commissioni Finanze e Lavoro della Camera hanno approvato una proposta di modifica che prevede, entro il 2020, l'adeguamento degli apparecchi di intrattenimento alla nuova disciplina.

L'emendamento, approvato da maggioranza e opposizione, stabilisce che "l'accesso agli apparecchi di intrattenimento è consentito esclusivamente mediante l'utilizzo della tessera sanitaria al fine di impedire l'accesso ai giochi da parte dei minori".

Aids: segnali allarmanti di riaccensione della pandemia globale

(da DottNet)   I finanziamenti per le cure e gli interventi di prevenzione sono in flessione marcata quasi in tutto il mondo, mentre l’epidemia sta tornando a crescere. L’allarme espresso da UNAIDS (l’agenzia delle Nazioni Unite dedicate a HIV/AIDS) in occasione della Conferenza internazionale in corso ad Amsterdam è in chiara controtendenza con le posizioni espresse negli ultimi anni, che prevalentemente sottolineavano i successi ottenuti, in particolare in termini di riduzione dei decessi e delle nuove infezioni in parallelo con l’incremento della diffusione delle terapie efficaci. 

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Un bicchiere di vino al giorno migliorerebbe la fertilità maschile

(da DottNet)  Un consumo moderato di alcolici (non più di un bicchiere di vino al giorno) potrebbe migliorare la fertilità maschile. E' infatti associato a un maggiore volume e concentrazione del seme ed altri parametri chiave per la fertilità dello sperma.  Lo rivela uno studio italiano pubblicato sulla rivista 'Andrology' che ha coinvolto 323 maschi, il 9,6% astemi, il 30% soliti bere meno di 1-3 unità alcoliche a settimana, il 30,3% 4-7 unità/settimana, il 30% più di 8 unità per settimana (dove una unità corrisponde a circa 125 millilitri di vino a media gradazione - quindi un bicchiere - o 330 mL di birra - una lattina o una bottiglia - o 30 mL di super alcolici - un bicchierino da bar -, pari a circa 12,5 grammi di etanolo).  La ricerca è stata condotta da Elena Ricci della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.  È emerso che chi beve poco (diciamo circa un bicchiere al dì o appunto 4-7 unità alcoliche a settimana) presenta una migliore qualità dello sperma rispetto a chi non beve o a chi beve di più.   "Poiché è la dose che fa il veleno - afferma Ricci - noi consigliamo ai nostri pazienti della Clinica per la Sterilità di limitare il consumo di alcol ma di non evitarlo del tutto".

Protezione solare, ecco come utilizzare i prodotti per maggiore efficacia

(da Doctor33)    La quantità di protezione solare effettivamente ricevuta tramite i prodotti in commercio dipende dal modo di utilizzo nella quotidianità, secondo quanto riferisce uno studio pubblicato su 'Acta Dermato-Venereologica'. «Le persone non ricevono i massimi benefici di protezione solare dalle radiazioni ultraviolette, perché applicano i prodotti in modo più scarso rispetto a quanto raccomandato dai produttori, che utilizzano una quantità di 2 mg/cm2per ottenere il punteggio del fattore di protezione solare (SPF)» spiega Antony Young, del King's College di Londra, primo autore dello studio. I ricercatori hanno diviso una coorte di 16 volontari con pelle chiara in due gruppi di otto (tre donne e cinque uomini ciascuno).
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